CORTE GIUSTIZIA EUROPEA
UE: la risoluzione consensuale può essere considerata licenziamento

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, interpretando la direttiva 98/59/Ce sul ravvicinamento degli stati membri in materia di licenziamenti collettivi, ha fatto alcune importanti precisazioni.

Prima di tutto ha detto che anche i lavoratori a tempo determinato vanno considerati nel calcolo per verificare l’esistenza di un licenziamento collettivo (5 licenziamenti in 120 giorni), fatta eccezione per quelli il cui rapporto cessi nel periodo di riferimento per naturale scadenza del termine.

In secondo luogo, la Corte ha chiarito che nel caso in cui il datore modifichi unilateralmente e in maniera sostanziale il contratto di lavoro (per ragioni non inerenti la persona del lavoratore) e da tale comportamento scaturisca una risoluzione consensuale del rapporto, tale risoluzione deve essere considerata come licenziamento ai fini del calcolo dei 5 nei 120 giorni.

Questo perché la nozione di licenziamento condiziona l’applicazione delle tutele e dei diritti predisposti dalla direttiva europea in favore dei lavoratori e se uno stato membro restringesse tale ambito, si creerebbe una disparità di trattamento a svantaggio dei cittadini di quel paese.