DONNE MIGRANTI DELLA UILA
Il sindacato mi ha aiutato
di Saftica Z.

Iniziamo, con la testimonianza di Saftica, una nuova iniziativa “editoriale”:pubblicare brevi storie di lavoratrici straniere, presenti sul territorio nazionale e iscritte alla Uila, affinché possano raccontare la loro esperienza di integrazione etnica, femminile e di avvicinamento al sindacato, mettendone in risalto criticità e aspetti positivi.


Mi chiamo Saftica e vengo dalla Romania, dove al termine dei miei studi ho conseguito il diploma all’Istituto di moda. Nel mio paese mi occupavo di assistenza ai non vedenti, e nel 2010 decisi di emigrare perché avevo perso il lavoro e non riuscivo a trovarne un altro. Sono quindi venuta in Italia nella speranza di trovare un buon lavoro, e ora vi risiedo ormai da 5 anni insieme alla mia famiglia.

Al mio arrivo in Italia la difficoltà maggiore che ho dovuto superare è stata quella di trovare un alloggio, in quanto i costi erano decisamente troppo elevati. Inoltre non conoscevo la lingua, e ho dovuto apprenderla giorno dopo giorno attraverso i colloqui avuti con gli italiani. Per fortuna la mia lingua non è eccessivamente diversa da quella italiana e sono riuscita abbastanza rapidamente ad acquisire un livello di conoscenza sufficiente.

Nel complesso con gli italiani ho sempre avuto buoni rapporti, per la maggior parte li considero brave persone che ci hanno accolto bene, anche se talvolta ho percepito ostilità in alcune circostanze per il solo fatto di essere rumena. Anche sul lavoro, pur avendo avuto esperienze discretamente positive, non sono mancate occasioni di conflittualità con altre operaie italiane, probabilmente perché in tempi di crisi c’è chi pensa che gli stranieri vengano a rubare il lavoro agli italiani. Per fortuna sono state situazioni sporadiche e nel complesso sono stata sempre trattata bene, specie dai datori di lavoro. Certo, so di persone a cui non è andata altrettanto bene, e mi è capitato di sentir parlar male di lavoratori stranieri discriminati.

Attualmente lavoro come OTD nella raccolta dell’uva in un’azienda vitivinicola nella zona dei castelli romani, e ho avuto modo in questi anni di verificare l’importanza del sindacato che aiuta molto le persone e i lavoratori. Grazie a un volantino, infatti, ho appreso della possibilità di richiedere la disoccupazione agricola per i periodi non lavorati, e così sono entrata in contatto con la Uila che mi ha aiutata a compilare e presentare la domanda e mi ha inoltre informata su quelli che sono i miei diritti sul luogo di lavoro.

In generale ho potuto sperimentare personalmente l’importanza del contributo che il sindacato dà ogni giorno ai lavoratori. Secondo me bisognerebbe cercare di dare sempre maggiori opportunità di lavoro alle persone e garantire un’occupazione che sia in regola con la legge e non in nero; inoltre bisognerebbe combattere contro le raccomandazioni che falsano le cose avvantaggiando spesso chi non merita. Su questo tipo di problemi ho trovato nella Uila un punto di riferimento importante e sempre attento e sensibile. Inoltre credo che bisognerebbe creare maggiori occasioni di lavoro per i giovani, ad esempio i miei figli hanno 20 e 22 anni e faticano a trovare un’occupazione. Per quanto riguarda il mio futuro spero di poter restare in Italia, magari trovando qualche ulteriore e migliore occupazione, ma se ciò non dovesse avvenire non escludo di poter emigrare ancora, forse in Germania dove al momento sembra ci siano maggiori opportunità.