ALIMENTARE
Interrotte le trattative per rinnovo Ccnl. Al via blocco flessibilità e straordinari

"Per concludere un buon contratto le lavoratrici e i lavoratori dell'industria alimentare ci devono dare una mano: dobbiamo mobilitarci e dare un segnale forte alle aziende con il blocco delle flessibilità e degli straordinari da subito. Insieme dobbiamo portare a casa le richieste che abbiamo messo in piattaforma e a concludere un contratto soddisfacente e utile per tutti! Insieme vinciamo!"

E' una richiesta d'aiuto quella che il segretario generale Uila Stefano Mantegazza ha inviato a tutti lavoratori e le lavoratrici dell'industria alimentare per una grande mobilitazione che porti al rinnovo del contratto nazionale dell'industria alimentare, le cui trattative si sono interrotte il 20 Febbraio scorso, a causa delle chiusure mostrate da Federalimentare. Dopo sei mesi, una intensa due giorni di confronto e nonostante l’impegno delle Segreterie Nazionali e della delegazione trattante, infatti, Federalimentare non solo non ha dato risposte soddisfacenti alle richieste sindacali su salario e welfare, ma non ha neppure voluto affrontare adeguatamente temi quali formazione, classificazione, comunità di sito, giovani e ricambio generazionale che, in un contratto di valenza quadriennale, dovrebbero avere grande importanza anche per il futuro delle imprese.

“Niente contratto e niente soldi per 400 mila lavoratrici e lavoratori dell’industria alimentare. Un fatto grave dopo sei mesi di negoziato e venti incontri e ancor più grave per un settore che è la punta di diamante dell’economia del paese e che ha appena fatto registrare nei 12 mesi del 2019 un +3% di crescita della produzione industriale” ha detto Mantegazza subito dopo la rottura del negoziato. “All'appello non mancano solo aumenti salariali adeguati, ma anche risposte importanti su quale progetto di formazione il settore alimentare intende investire nei prossimi anni, su come intende affrontare il ricambio generazionale, innovare la classificazione e l’inquadramento e su come garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati nello stesso sito ma con contratti diversi”. 

Fai, Flai e Uila, sulla base della piattaforma presentata, intendono dare a questo rinnovo contrattuale contenuti innovativi e soluzioni concrete per migliorare diritti, tutele e salario degli oltre 400 mila addetti dell’industria alimentare, ma al momento le distanze sono molto profonde su varie questioni.

Per quanto riguarda gli aumenti retributivi, gli importi proposti da Federalimentare, sono assolutamente insufficienti rispetto alle richieste formulate dalle organizzazioni sindacali. Una posizione incomprensibile in un settore che, grazie anche agli sforzi e ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori, continua a rappresentare un fiore all’occhiello della nostra economia. Solo pochi giorni fa, infatti, l’Istat ha certificato una crescita del + 3%, un dato di gran lunga superiore a quanto realizzato dal manifatturiero in generale, della produzione industriale alimentare nel 2019 che rappresenta solo l’ultimo di una lunga serie di indici positivi, dal fatturato all’export, che caratterizzano il nostro settore.

Anche sul versante del welfare le posizioni rimangono assolutamente distanti e, in particolare, la controparte intende dal 1° giugno di quest’anno far pagare ai lavoratori un contributo mensile pari a 2 euro per l’iscrizione al Fasa. Se non si possono accettare le proposte avanzate da Federalimentare su salario e sul welfare, hanno pesato in modo rilevante nella rottura delle trattative anche i veti posti su tematiche normative che per Fai, Flai e Uila dovrebbero rappresentare un valore non solo per le lavoratrici e i lavoratori ma anche per le aziende stesse. Di fronte alla digitalizzazione, alle innovazioni tecnologiche e alla robotizzazione dei processi, investire sulla formazione dei dipendenti dovrebbe essere, infatti, una esigenza anche aziendale. E, invece, su questo aspetto non sono state date le disponibilità minime necessarie a costruire un testo condiviso. Così come non hanno trovato risposta, le richieste avanzate in piattaforma in merito al telelavoro e allo smart working, che rappresentano modalità di svolgimento dell’attività lavorativa sempre più centrali proprio sulla base dell’utilizzo crescente delle nuove tecnologie. Allo stesso modo, è rimasta inascoltata la nostra rivendicazione in merito alla codificazione nel Ccnl del diritto alla disconnessione. Altro tema rilevante è quello del ricambio generazionale. Anche qui, proprio chi ci spiega che l’età media nelle aziende continua a crescere e che è necessario trovare meccanismi che incentivino i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e, allo stesso tempo, accompagnino i lavoratori anziani ad uscirne, non è stato in grado, nonostante le nostre aperture in merito, di avviare al tavolo nemmeno una discussione sul tema. Non abbiamo avuto modo di “apprezzare”, una qualsivoglia proposta del sistema delle imprese per quanto riguarda la comunità di sito. Totale assenza di considerazione è stata mostrata dalla controparte per quanto riguarda la possibilità di rivedere il sistema classificatorio. Eppure, sempre le aziende, continuano a spiegare che l’occupabilità, la polifunzionalità e la polivalenza sono requisiti che, con l’introduzione delle nuove tecnologie, saranno sempre più richiesti ai lavoratori.

Gli obiettivi contenuti nella piattaforma sono stati condivisi da centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno contribuito e approvato la piattaforma presentata a Federalimentare. A quegli stessi lavoratori chiediamo, ora, di sostenere tali proposte affinché ricevano risposte concrete ed efficaci dalla controparte. In quest’ottica, Fai, Flai e Uila hanno indetto un primo pacchetto di agitazioni che prevede il blocco immediato delle flessibilità e degli straordinari per i prossimi 30 giorni.

Per quanto riguarda, poi, gli attivi interregionali e le assemblee, inizialmente previsti, essi sono al momento sospesi e rinviati a data da destinarsi, alla luce di quanto sta succedendo nel nostro Paese in questi ultimi giorni a causa della diffusione del CoronaVirus, e dei conseguenti provvedimenti assunti dal Consiglio dei Ministri e dalle Regioni interessate nonché delle decisioni assunte dalle Strutture Regionali di Fai, Flai e Uila interessate dagli Attivi unitari.