GIORNO PER GIORNO
Occupazione in crescita ma fino a quando?

L’occupazione migliora, ma la disoccupazione resta sempre a livelli record. Le ultime rilevazioni dell’Istat ci dicono che gennaio, con 22 milioni e 320 mila occupati, ha segnato un lieve incremento sullo stesso mese del 2014 (+ 0,6%). Al tempo stesso, però, i senza lavoro sono ancora 3 milioni e 221 mila, pari a un tasso di disoccupazione del 12,6%, fermo allo stesso punto di un anno fa e che resta su livelli record dall’inizio delle rilevazioni (1977). L’aumento della disoccupazione interessa soprattutto persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi, ovvero la disoccupazione di lunga durata.

In questo contesto, la notizia, annunciata dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante una conferenza sull’occupazione giovanile, che nel primo bimestre 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto ai primi due mesi del 2014, è senz’altro positiva. In particolare, secondo i dati, a gennaio i contratti a tempo indeterminato sono stati 165.245, ovvero 40.500 in più dello stesso mese 2014 (+32,5%), mentre a febbraio 2015 sono stati 138.042, ovvero 38.500 in più (+38,4%). E anche se, come segnalato dai consulenti del lavoro, nell’80% dei casi non si tratta di nuove assunzioni, ma solo di stabilizzazioni di collaborazioni a progetto, contratti a termine e partite IVA, siamo comunque in presenza di una regolarizzazione di situazioni precarie e senza futuro.

Tuttavia, un aspetto va segnalato. Questo incremento di posti fissi è frutto degli incentivi contenuti nella Legge di stabilità, che ha previsto, oltre al taglio del costo del lavoro dall’imponibile Irap, la decontribuzione fino a 8.060 euro l’anno, per tre anni, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015.

Ma quando le coperture finiranno, cosa succederà?

Allo scadere dei tre anni, e finite le risorse, cosa resterà di questi contratti indeterminati? Torneranno precari?

E dal 1 gennaio 2016, senza più agevolazioni, le nuove assunzioni come avverranno? Ai nuovi assunti saranno proposti nuovamente contratti a termine?