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Cresce la fiducia, ripresa più vicina

Secondo lo Studio Ambrosetti, l'economia italiana riscuote maggiore fiducia tra gli operatori che, per la seconda metà di quest'anno, si attendono più crescita, più investimenti e più occupazione.

Mentre il petrolio continua a costare relativamente poco, il dollaro è ai massimi degli ultimi 12 anni sull'euro, per cui le esportazioni dell'industria manifatturiera italiana possono aumentare e probabilmente aumenteranno oltre i già significativi risultati del 2014, tanto sui mercati internazionali, quanto ed in particolare sul ricco mercato americano.

Lo "spread" ieri è sceso ad 89 punti-base, un bel po' meno dei 500 e passa di fine 2011, il che ha consentito al Tesoro di collocare BOT a 3, 7 e 30 anni per 7,5 miliardi di euro, a tassi di rendimento tra 0,15 per la scadenza più breve e 1,86 per quella più lunga, un bel risparmio per le Casse dello Stato.

La BCE ha riversato sul sistema finanziario europeo quasi 10 miliardi di euro in cinque giorni, per fine mese ne riverserà altri 50  e continuerà a farlo agli stessi ritmi almeno fino all'autunno dell'anno prossimo.

Potrebbe essere l'inizio della ripresa, quantomeno la fine della recessione che anche l'anno scorso è costata all'Italia un altro 0,4% di PIL in meno.

Naturalmente a condizione che le imprese, oltre a dichiararsi  disposte ad investire e ad assumere, investano ed assumano davvero, che le esportazioni non crescano a scapito dei consumi interni, che i risparmi sugli interessi del debito pubblico si traducano in meno tasse e non vadano in nuova spesa.