TARANTO
Trasporto pubblico e gestione domanda-offerta contro il caporalato
di Antonio Trenta

Giugno si avvicina ed il fenomeno del caporalato in agricoltura si fa più minaccioso nel territorio ionico. Da parte di tutti è necessario alzare il livello di guardia; non solo le forze dell’ordine ma anche l’Ispettorato del Lavoro e l’Inps devono intensificare i controlli.

Noi della Uila ionica continuiamo a portare avanti due proposte. La prima attiene al trasporto, la seconda alla gestione della domanda-offerta del lavoro.

Uno dei motivi principali per cui i lavoratori si rivolgono al caporale, infatti, è la necessità di un mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro. Non esistendo un servizio pubblico di collegamento con le aziende agricole, ed essendo difficoltoso per un bracciante agricolo spostarsi con un mezzo proprio, il caporale diventa la soluzione più conveniente, se non proprio l’unica. Ma se le istituzioni locali si adoperassero per il finanziamento di progetti mirati all’attivazione di un servizio di trasporto pubblico, come in passato è stato fatto per soli sei mesi con il Ctp, attraverso la Provincia di Taranto, si ridurrebbe, se non azzererebbe il ricorso ai caporali. Questi ultimi sono, inoltre, sempre più spesso anche gli intermediari tra il bracciante agricolo ed il datore di lavoro: condizione che costringe i manovali a rivolgersi ai caporali, cedendo ai loro ricatti e alle loro condizioni, pur di continuare a prestare servizio. In questo caso il fenomeno si ridurrebbe con un intervento repressivo su questa anomala e illegittima gestione della domanda-offerta di lavoro.