SICILIA
Confermato Nino Marino. Le priorità della Uila regionale nel documento finale

Intransigente battaglia per la legalità, rivendicazione di investimenti e infrastrutture, patto tra le parti sociali per il lavoro dignitoso e richiesta di una radicale riforma del comparto forestale, rilancio della Economia Blu, no alla chiusura dell’Esa, riconoscimento dell’apporto fondamentale dei Consorzi di Bonifica per i servizi irrigui e la salvaguardia del territorio. Sono queste alcune delle priorità che la Uila siciliana porterà avanti nei prossimi anni, indicate nel documento finale, approvato all’unanimità, dal congresso regionale della Uila Sicilia. Assise, svoltasi nella sala-convegni del “San Paolo Palace” di Palermo, in cui 173 delegati, in rappresentanza di oltre 35 mila iscritti siciliani, hanno confermato Nino Marino segretario regionale dell’organizzazione di categoria della Uil. Marino sarà affiancato in segreteria da Enzo Savarino e Giuseppe La Bua, tesoriere sarà Maria Concetta Di Gregorio, mentre la responsabilità dei Dipartimenti Formazione e Politiche alimentari spetterà a Michelangelo Ingrassia e Alessandro Salamone.

Dopo la proiezione del docufilm “La strage ignorata”, dedicata dalla Fondazione Uila “Argentina Altobelli” ai sindacalisti e ai braccianti assassinati dalla mafia in Sicilia negli anni Quaranta, e i saluti dell’imam palermitano della Comunità Religiosa Islamica Italiana-Coreis Ahmad Abd al Majid Macaluso, è stato il segretario Nino Marino ad aprire il congresso con la sua relazione, più volte interrotta dagli applausi di ospiti e delegati. Le conclusioni dell’assemblea, presieduta dal segretario generale della Uil siciliana Claudio Barone insieme alla segretaria organizzativa Luisella Lionti, sono state, invece, affidate al leader nazionale della Uila, Stefano Mantegazza.

Dalla Sicilia, da dove il sindacato fece partire la lunga e impegnativa battaglia che nel 2016 ha portato all’approvazione della legge anticaporalato, Mantegazza ha sottolineato come molto debba ancora essere fatto: “Non appena si sarà insediato il nuovo governo” ha detto il segretario generale Uila “sarà nostro compito chiedere la revisione della legge 199 contro il caporalato nella parte in cui viene disciplinata l’operatività della Rete del Lavoro agricolo di qualità. Occorre infatti rimuovere le pastoie burocratiche che impediscono alle parti sociali di gestire direttamente l’incontro tra domanda e offerta del lavoro”. Mantegazza, facendo riferimento anche al marchio etico “Buono E’ Legale” lanciato dalla Uila siciliana di Nino Marino, ha aggiunto: “La rete del lavoro agricolo di qualità deve diventare lo strumento per gestire in maniera trasparente il mercato del lavoro in agricoltura, risolvendo anche la questione relativa al trasporto dei braccianti offrendo, di fatto, un’alternativa ai caporali. Per questo è necessario sburocratizzare il suo funzionamento e affidarne la gestione direttamente alle parti sociali, così come proposto dai sindacati già nel 2014. Restiamo inoltre convinti che serva introdurre un sistema di premialità, sotto forma di sgravi contributivi per le aziende che decidano di assumere la manodopera attraverso la rete”.

Gli interventi di Marino e degli altri partecipanti al dibattito hanno dato spunto alla Uila siciliana per indicare nel documento finale alcune priorità dell’iniziativa sindacale nei prossimi anni.

La prima: “Intransigente battaglia per la legalità, come condizione essenziale di sviluppo. A tale proposito, confermiamo piena condivisione della proposta già lanciata con successo dalla Uila Sicilia e dal suo segretario generale Nino Marino per il marchio etico di qualità “Buono è Legale”. Così è possibile premiare i produttori onesti, espellendo allo stesso tempo dal mercato le imprese-pirata fondate sull’illecito, sul caporalato, sullo sfruttamento del bisogno, sulla sistematica negazione di contratti e diritti dei lavoratori”.

E ancora: “Ricerca del confronto con le istituzioni politiche senza rinunciare alla mobilitazione e allo scontro, se necessari. Tutto questo lo dobbiamo alla Sicilia e ai siciliani, che dicono no alla rotta del declino scelleratamente tracciata da chi per decenni ha governato l’Isola senza mai attuare un piano di rilancio dei territori basato sulla naturale valorizzazione della vocazione agricola. Rivendicazione di investimenti e infrastrutture. Sono stati sinora negati, facendo crescere la distanza tra Nord e Sud nel Paese ma soprattutto il disagio sociale e la disperazione nelle nostre comunità”.

Nel documento, inoltre, si assicura “pieno sostegno alla proposta Uila di patto tra le parti sociali per il lavoro dignitoso e alla richiesta di una radicale riforma del comparto forestale, capace di mettere fine a pratiche perverse di precarizzazione selvaggia e criminalizzazione di lavoratori che sono costruttori di futuro in una Sicilia diversamente condannata al dissesto ambientale”.

La Uila, infine, punta sul “rilancio della Economia Blu centrato su sostenibilità del mare, salvaguardia delle specie ittiche e tutela dei lavoratori”, dice “nettamente no alla chiusura dell’Esa, che va invece riorganizzata e rilanciata come nucleo centrale per il riordino di tutti gli enti regionali impegnati nel settore agricolo” e sollecita il riconoscimento “dell’apporto fondamentale assicurato dai Consorzi di Bonifica per i servizi irrigui e la salvaguardia del territorio”.

 


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