INQUINAMENTO
La nube tossica del 2015 in Asia ha causato 100.000 morti
Lo sostiene un recente studio ignorato dai media

Un anno fa (settembre 2015), i media internazionali diedero notizia di una nube tossica, proveniente dall’Indonesia e causata da pratiche agricole illegali consistenti nel bruciare piantagioni e terreni per feritlizzare i suoli, che ha progressivamente ricoperto una parte del sud est asiatico, interessando altri paesi come la Malesia e Singapore. Notizia che rimbalzò anche su alcuni media italiani. Allora non si parlò di morti ma solo di circa 160.000 persone ricoverate per problemi respiratori.
Un mese fa (settembre 2016) è stato pubblicato uno studio, sulla rivista scientifica inglese Iop Science (http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/11/9/094023), che ha stabilito che quella nube tossica (definita foschia persistente - “toxic haze”) ha causato 100.300 (centomilatrecento) morti, di cui 92.000 in Indonesia, 6.500 in Indonesia e 2.200 a Singapore. Si tratta di una tragedia da annoverare tra le più gravi catastrofi naturali della storia.

La notizia, riportata da diversi media internazionali, non è ancora apparsa su nessun organo di informazione italiano.
Secondo gli autori dello studio le morti sono state causate principalmente da malattie cardiovascolari e solo in misura minore da malattie respiratorie.